Risveglio.

19 Febbraio 2009 1 commento

Ogni minuto che passa va attenuandosi

il blu profondo della notte,

e già l’aurora prende colore

l’orizzonte ad oriente.

Tu ancora abbandonata

nel tiepido letto,

si apre il sipario al nuovo giorno.

Che sia dolce il tuo risveglio cara Patty

e sereno come il sonno

che t’accolse nelle braccia di Morfeo.

Sarà gioioso il tuo ingresso

sul palcoscenico del quotidiano,

dove, col fascino che hai da sempre,

reciti un altro atto della commedia

che si chiama “vita”.

A Patty… la mia amica vera.

pulvigiu.

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Lettera ad un amico.

15 Novembre 2007 1 commento

Caro Mario,

ti ho visto ieri che uscivi il cane per pisciarlo.
Capisco che ci hai il patè d’animo per la guerra,
di fronte a ‘stè cosè restiamo tutti putrefatti,
ma non vorrei che sodomizzassi il tutto;
capita anche a me di sentire come un dolore in mezzo
allo sterco, come che avessi fatto troppo bidi bolding,
quando che sento parlare gli ambientalisti
islamici, e mi arrivano certe zampate di caldo…
come sotto i raggi ultraviolenti.
Spesso ci si deve fermarsi e darsi una rifucilata,
come Tomba dopo che vinceva uno Slavo Gigante,
e siccome che anche l’ottico vuole la sua parte,
(a proposito, ho saputo che da vicino ci vedi bene
ma da lontano sei lesbico) diciamo chiaramente che
rispetto a questi arabi siamo agli antilopi,
perchè sono solo degli animali, che vivono allo stato ebraico.
Ora spezziamo un’arancia in favore della pace,
è inutile piangere sul latte macchiato,
dobbiamo anzi unire l’utero al dilettevole,
evitando però di darci la zuppa sui piedi!!!
Tu hai studiato molto, ma io sai sono un’auto di latta,
ho iniziato affliggendo i manifesti, quando
c’era peluria di operai, ma ora vivo bene,
anche se non ho le piume di stronzo per farmi aria.
Da vecchio non voglio più essere di sgombro a
questo mondo, e quando che muoio mi faccio cromare.

Ciao e fatti sentire.

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Bambini.

12 Ottobre 2006 11 commenti

E tu, lo sai cosa sei? Sei una meraviglia. Sei unico. In tutti gli anni che sono trascorsi non c’è mai stato un altro bambino come te. Le tue gambe, le tue braccia, le tue dita abili, il modo in cui ti muovi. Potrai diventare uno Shakespeare, un Michelangelo, un Beethoven. Hai la capacità di fare qualunque cosa: ricavare cibo dalla terra o fare, di tanti piccoli mattoni, una grande casa; guidare un treno, pilotare un aereo o insegnare matematica. Si, sei una meraviglia. E quando crescerai, potrai allora far del male a un altro che sarà, come te, una meraviglia? Bisogna lavorare – tutti noi dobbiamo lavorare per rendere il mondo degno dei suoi bambini

By duchessa

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Il più grande amore.

25 Agosto 2006 1 commento


Fra tutti i cuori che battono al mondo hai scelto il mio
tu buona stella del mese della rosa,
per le contrade di troppi ricordi giravo io
tra le tue braccia mi sento a casa.
Dai, chiudi gli occhi e lasciati andare
il nostro letto è una barca sul mare,
dimmi che non cambieremo nel tempo
che mi amerai come in questo momento.
Io e te, io con te diventati grandi insieme
tra speranze rabbia e sogni, eravamo niente
ora siamo il più grande amore nato sulla terra.

Fra sconfinate foreste di mani hai stretto le mie,
gli altri non sanno cosa hanno perso
calmi cortili inondati di sole e nuove allegrie
anche il silenzio ha un suono diverso.

Ed ho imparato a sapere aspettare
a prendere forza da ogni dolore,
occhi gitani mi hai preso i pensieri
sai che ti ho amato da quando non c’eri.

Io e te, io con te gente in pace in questa guerra
il più grande amore nato sulla terra.

————————– Vincenzo Spampinato.

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Anche oggi…

15 Agosto 2006 Nessun commento


Anche oggi ti ho pensata
incastrata fra il veloce battito di ciglia
e quel sospiro forte che mi libera la mente

Anche oggi ti ho cercata
indeciso fra un ruvido ricordo
e quella nuvola che non si è fermata

Anche oggi ti ho sentita
distrattamente rapita fra i tuoi impegni
che sanno di nuovo anche senza di me

Anche oggi mi emoziono
strappando i petali a queste schegge di vita
quasi diventassero una pioggia di umide promesse.
in un incantesimo inventato solo per te.

—————————- Kruger.

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Sul Mare.

1 Luglio 2006 1 commento


Passeggio lungo questa spiaggia deserta
avendo solo la compagnia del mare
guardo le sue onde che dolcemente si infrangono
come carezze sugli scogli e penso
a come vorrei essere io accarezzato da te.
Sento il profumo di questo mare,
vengo catturato dai suoi immensi colori…
incrocio i gabbiani…
pronti a prendere il volo per poi planare su di lui.
Come vorrei planare io sul tuo cuore
davanti a questo imperioso e maestoso mare
mi vien voglia di urlare tutto il mio amore per te
e farlo arrivare ovunque tu sia…
per te che…
attraverserei tutti gli oceani del mondo,
scalerei tutte le vette più alte
per un solo tuo bacio…
sono qui da solo
su questa spiaggia
a farmi coccolare da questo mare
dalla sua brezza marina
che mi accarezza dolcemente il viso
scaldandomi il cuore.

Emanuele.

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Ti aspetterò.

19 Giugno 2006 3 commenti


Ti aspettero’ seduto in riva al mare
ascoltando il canto antico delle onde
e quando sarai giunta
cammineremo insieme tra le stelle
per ritrovare la via che percorremmo
e poi ti lascero’ andar via
senza che il pianto rallenti il tuo cammino
con un sorriso ti regalero’ il mio cuore
per portarlo con te racchiuso in un sospiro.

Dedroy.

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Un tempo…

13 Giugno 2006 2 commenti


Un tempo credevo che amore volesse dire ridere,
denti bianchissimi dietro il sipario di labbra rosate,
ora so che significa anche piangere, gocce salate su
guance bollenti.
Un tempo credevo di appartenere alla natura, io fresco
come i pini sui monti, ora lei appartiene agli uomini, ed
Io impotente rimango a guardare.
Un tempo credevo nei freschi sorrisi, lampi di gioia su un viso
rotondo, ora più spesso riesco ad essere triste, mite groviglio
di amare emozioni.
Un tempo mi piacevano il rosa e il giallo, luminoso fiorellino
giovane e tenero ora preferisco il nero e il viola, tenebra scura
strisciante solitudine.
Un tempo ero goccia di fontana cristallina, schizzavo il volto
di un gaio bimbetto, ora sono pietra e so ferire, corpo ed anche
cuore, di qualsiasi persona.

Come cambia la nostra vita.

Anna Baral.

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ninã

19 Maggio 2006 2 commenti


Quegli occhi.
Li vorrei spensierati, in ogni angolo del mondo.
Scrigni di favole e sogni.
Perché così devono vivere i bambini e le bambine.
Senza sofferenze violenze abusi.
In questo mondo di sabbia
vorrei
che il vento portasse via
fame sete morte.
Quel vento che soffia ad ogni nostro respiro
non sia sabbia negli occhi.
Vorrei.
Quegli occhi.

Carla Cinelli.

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Dinamica di un sinistro…

13 Aprile 2006 1 commento


Molti sapranno che quando si boccia occorre compilare nel modulo in questione la dinamica dell’incidente, anche tramite disegno oltre che con la spiegazione del fatto. Purtroppo pero’, come spesso accade in questi momenti di tensione, si compie qualche “piccolo” errore nello spiegare i fatti.
Ecco alcune di queste descrizioni copiate realmente da questi moduli: ce n’e’ per tutti i gusti e tutte le tasche.

DINAMICA DEL SINISTRO…

Andando a casa ho girato nella villetta sbagliata e mi sono scontrato con
un albero che non ho.

L’altra vettura mi ha urtato senza dare avviso delle sue intenzioni.

Mi sono scontrato con una pompa di benzina proveniente dall’altra direzione.

Un camion si è scontrato con la faccia di mia moglie.

Un pedone mi ha colpito ed è finito sotto la mia auto.

Il tipo barcollava in mezzo alla strada. Ho dovuto sterzare diverse volte
prima di investirlo.

Mentre tentavo di uccidere una mosca, mi sono scontrato con un palo del
telefono.

Avevo comprato diverse piante. Arrivato ad un incrocio, una di queste mi si
fece davanti coprendomi la visuale, ecco perché non vidi l’altra macchina.

Ho guidato per 40 anni, poi mi sono addormentato al volante e ho avuto un
incidente.

Giungevo all’incrocio, quando improvvisamente apparve un cartello di stop
dove non era mai apparso. Non riuscii a fermarmi in tempo.

Per evitare di colpire il paraurti della macchina davanti, stirai il pedone.

Una macchina invisibile uscì da chissà dove, urtò la mia auto e scomparve.

Avevo detto alla polizia che non ero ferito, ma togliendomi il cappello ho
scoperto di avere il cranio fratturato.

Il pedone non aveva idea di dove scappare, così io andai verso di lui.

Il palo della luce si stava avvicinando. Stavo tentando di schivarlo,
quando mi venne addosso.

^__^ ^__^ ^___^ ( Presi dal web )

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